Dipinto raffigurante Torino, la città del Toro.
All’Olimpico Grande Torino i granata hanno fatto la partita dall’inizio alla fine, ma sono usciti sconfitti contro un Cagliari cinico e chirurgico. Il Toro ha costruito, ha creato e ha tenuto il campo, salvo poi essere colpito nei momenti decisivi.
Primo tempo: vantaggio granata e pari sardo
La gara è partita su ritmi alti. Il Torino ha provato a comandare il gioco affidandosi al possesso e alla qualità di Vlasic, mentre il Cagliari ha scelto di difendersi basso e ripartire con velocità. Dopo un contatto in area tra Paleari e Idrissi giudicato regolare, i granata hanno preso progressivamente il controllo.
Il vantaggio è arrivato a metà primo tempo: recupero alto, manovra rapida e Vlasic ha trovato spazio per colpire con freddezza, firmando l’1-0 e confermando il suo ottimo momento. Il Toro ha continuato a spingere, ma non ha chiuso la partita e allo scadere ha pagato caro un calcio piazzato: sugli sviluppi di un corner Prati ha trovato il gol del pareggio.
Secondo tempo: il Casteddu pesca il jolly
Nella ripresa il Torino ha ripreso ad attaccare con insistenza. Adams, Simeone e Gineitis hanno aumentato pressione e ritmo, ma Caprile ha respinto tutto. Dall’altra parte il Cagliari ha colpito alla prima vera occasione: Kiliçsoy ha inventato una giocata individuale di grande qualità e ha battuto Paleari per l’1-2.
Nel finale l’assedio granata è stato totale. Occasioni, mischie, tiri respinti. Al 93’ Ngonge ha trovato una splendida volée, annullata però per pallone uscito in precedenza. È finita così, tra applausi e amarezza: il Torino ha giocato, il Cagliari ha colpito. E il risultato ha punito più del dovuto.